Penso di Internet..

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Internet: Un luogo di confronto democratico 

“Dopo il caso Grillo, internet sotto accusa: è davvero un luogo di confronto democratico o può diventare un ”grande fratello”, più persuasivo, populista e pericoloso della televisione?”

A chiederselo è il settimanale l’Espresso. L’argomento, devo dirlo, è davvero stuzzicante e di grande attualità.
Per questo mi è sembrato opportuno prendere spunto da questo articolo per dire la mia.
Come ormai tutti sanno il noto comico genovese Beppe Grillo dalle pagine del suo blog ha lanciato nei mesi scorsi una singolare quanto provocatoria e fondata iniziativa: Il V-Day o giornata di partecipazione popolare. L’iniziativa si è svolta pochi mesi fa, l’8 settembre, in numerose piazze d’Italia. Obiettivo principale era la raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare composta da tre semplici punti: l’esclusione dal Parlamento dei parlamentari condannati, la preferenza diretta dei candidati votati dai cittadini e un limite di due mandati. In poche ore sono state raccolte oltre 300mila firme. Un successo inaspettato e clamoroso nelle proporzioni tanto da stupire anche lo stesso Grillo che si è detto compiaciuto di quanto sia ormai vivo il risentimento di tanti italiani nei confronti della propria classe politica.
Un fulmine a ciel sereno, insomma, che ha colto alla sprovvista la classe politica che sta cercando di reagire in tutti i modi. Durissime le critiche e le reazioni da entrambi i schieramenti anche se bisogna dirlo sia alla Camera che al Senato il movimento neonato vanta già numerosi e disparati sostenitori: da Di Pietro a Pecoraro Scanio. Insomma, il polverone si è alzato ma l’Italia ha realmente voglia di voltare pagina?Io credo proprio di si, pur essendo perfettamente conscio che si tratti pur sempre di un’iniziativa molto colorita promossa e voluta da un comico. Intendiamoci più che la forma a me qui interessa la sostanza. E la sostanza è che si è trattato di un importante occasione di partecipazione popolare proveniente da un mondo, quello della rete, che purtroppo alla maggior parte dei politici è assolutamente estraneo. Accusare Grillo per tutto ciò che sostiene e per il modo in cui lo fa è fuorviante. E pur sempre un comico. Lui si è soltanto fatto vettore di un malcontento dilagante che non solo non delegittima le istituzioni in quanto tali (ne chiede solo una rinfrescata) ma che riesce anche ad esprimersi in maniera davvero democratica solo sul web. Il nocciolo, quindi è un altro. In un epoca in cui la vie della comunicazione si sono moltiplicate è del tutto naturale che internet possa divenire un importante luogo di confronto democratico e di dibattito costruttivo. Il pericolo di una deriva populista e qualunquista per tutto ciò che si dice in rete comunque rimane. Ma tant’è. Meglio un po’ di sano e saltuario qualunquismo che un continuo ruffianare televisivo in diretta e sulla carta stampata.

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