Napoli: I politici locali chiedono un trattamento "migliore" allo stadio

Ottobre 27, 2007

Allo stadio San Paolo i consiglieri e gli assessori comunali di Napoli non hanno vita “facile”. Così si legge con mio grande stupore sul blog di Beppegrillo. Sapevo dei biglietti omaggio, ma quello che ho letto è il colmo. Dispongono, è vero, di 120 biglietti (?) anche se sono solo in 60, ma gli addetti al controllo d’ingresso non portano rispetto e li identificano ogni volta con scarso riguardo. Dopo l’accesso ai cancelli, la loro via crucis continua. All’interno dello stadio sono sottoposti alle “rudi maniere” del personale di controllo e dileggiati dagli spettatori e frequentatori “non politici”.
I posti che gli vengono assegnati in tribuna sono sempre di “valenza secondaria” mentre la Regione, la Provincia e altri scrocconi “spadroneggiano”.
Il Consiglio comunale a tutela della propria immagine ha votato un ordine del giorno. La Società Calcio Napoli dovrà assegnare ai consiglieri comunali “prioritariamente” i posti centrali in tribuna e identificarli tramite un semplice tesserino. L’ordine del giorno sottolinea in particolare che i consiglieri comunali “onorano con la propria presenza gli eventi sportivi”. La concessione dei 120 biglietti fa parte del contratto di affidamento dello stadio. Perchè allora non distribuirli a sorte ai cittadini napoletani?
Il San Paolo è dei napoletani non dei loro dipendenti!!!!
Da giovane abbonato del Napoli Calcio è davvero vergognoso ed inaccettabile un comportamento del genere…..

Caso De Magistris: le parole del magistrato

Ottobre 23, 2007

Conosciamo tutti gli ultimi sviluppi del caso De Magistris. In breve: l’inchiesta “Why not” su cui stava lavorando Luigi De Magistris, sostituto procuratore a Catanzaro, è stata avocata dalla procura generale. Quindi, per la seconda volta, gli hanno tolto il fascicolo. Motivo dichiarato: poiché in quell’inchiesta è finito come indagato il ministro Mastella, che ha promosso un provvedimento disciplinare per De Magistris, quel magistrato non sarebbe più idoneo a portare avanti l’inchiesta. Ecco le parole del magistrato rilasciate al quotidiano “La Repubblica”:
Che costa sta accadendo dottor De Magistris?Il dato è quello dell’impossibilità materiale di svolgere il proprio ruolo. Se è vero, se è vero perché io non ho ancora ricevuto alcuna notifica, ci avviamo al crollo dello stato di diritto. E un altro punto nevralgico è quello dell’articolo 3 della Costituzione che qui si sta mettendo in gioco: i cittadini italiani sono tutti uguali davanti alla legge?
Tutti i cittadini italiani sono uguali davanti alla legge?Se uno arresta chi fa la tratta di esseri umani o i trafficanti di droga gli arrivano i telegrammi e gli applausi, gli dicono che è il magistrato più bravo d’Italia. Ma poi viene cacciato quando indaga sulla pubblica amministrazione. Cosa significa allora? A questo punto la partita non può essere più – visto che il tema è così alto – trasferite o non trasferite De Magistris. Io pongo un altro problema: un magistrato così può rimanere in magistratura. E io, così lo so fare il magistrato, anche se mi mandano a Bolzano o a Novara o a Cagliari. Questo è il tema che è in gioco nel Paese: se un magistrato può continuare a indagare su tutti i cittadino o no”.
Lei cosa sa di questa avocazione?Di ufficiale nulla. Ma se la ragione è quella sull’omessa astensione nel conflitto con il ministro, questo è un fatto senza precedenti. In questo caso la magistratura, intesa come potere diffuso sul territorio, perde completamente la sua autonomia”.
Si sentirebbe allora in grado di affermare che c’è stata una forzatura nei suoi confronti? In queste ore mi sono fatto una domanda: come è che la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Mastella, una notizia così riservata, è uscita su Libero? Io credo che faccia parte di una vera strategia della tensione. Prima la fuga di notizie su Prodi, poi la revoca delle indagini, poi l’articolo di Libero che è servito a scatenare un processo mediatico per arrivare all’avocazione. Senza questa fuga di notizie su Mastella, non sarebbe accaduto tutto questo. E poi il procuratore generale non potrebbe sapere della notizia di Mastella, è vietato dalla legge. Di quella iscrizione lo può sapere il procuratore della repubblica, il procuratore aggiunto. Il procuratore generale non può conoscere le indagini. E la velocità del suo provvedimento mi ha lasciato esterrefatto“.
De Magistris, cosa farà adesso?Scriverò a chi di dovere, questa avocazione è un ulteriore tassello di ciò che mi sta accadendo da tre anni a questa parte”. Si rivolgerà al Csm? Denuncerà tutto a un’altra procura? “Investirò più di un’autorità. Indagavo su un sistema di potere e mi hanno spogliato di tutte le inchieste“.
Ci spieghi meglio.. “Il segnale che hanno lanciato è molto chiaro: la magistratura non può più indagare in alcune direzioni. Questo è evidente. Poi è anche la conferma di come una parte del potere giudiziario sta dentro il sistema. Una parte della magistratura è funzionale a certi sistemi oggetto di investigazioni, è fondamentale capire questo. Ecco perché si pone in discussione l’agibilità democratica all’interno della magistratura. Da un lato c’è un ritorno alla magistratura degli Anni Trenta, con segni sintomatici di quel periodo del prefascismo e del fascismo.
L’iscrizione del ministro Mastella può aver accelerato l’avocazione dell’altra sua inchiesta?Sta nei fatti mi pare. Poi parleranno le carte, ma mi pare assolutamente verosimile“.
C’è, come dire, una tempistica ritorsiva?
io stavo facendo un percorso di indagine molto lineare e all’improvviso si inserisce una richiesta di trasferimento del ministro che poi – sembrerebbe – è stata utilizzata per dire tu ti dovevi astenere perché c’era la richiesta di trasferimento. Quindi arriviamo al punto che si equipara una richiesta di trasferimento d’ufficio con un atto istituzionale a una specie di denuncia presentata da un indagato. C’è inimicizia, devi astenerti. Una cosa veramente incredibile. E’ senza precedenti. Che cosa dovevo fare di fronte a quella richiesta? Dovevo fermarmi, dovevo chiudere le mie indagini? La logica era quella: io dovevo fermare le mie indagini in quella direzione“.
O girare le spalle, far finta di non vedere…Voglio dire un’altra cosa sul messaggio che stanno mandando. Se io dovessi essere trasferito il magistrato che mi verrà a sostituire cosa farà, come si comporterà? Sa già che, se dovesse seguire le mie orme, andrebbe incontro a un provvedimento disciplinare. Cosa altro deve pensare? O mi fermo o mi tolgono l’indagine. Ecco perché parlo di fine di autonomia e dell’indipendenza della magistratura.
Come si sente davvero, cosa prova dentro nel momento che deve lasciare le sue inchieste?In una regione che ha decine e decine di magistrati che si trovano in una situazione di opacità assoluta, si va a colpire con tutti i mezzi chi sta cercando di fare un po’ di chiarezza sul fiume di finanziamenti pubblici che sono arrivati… “.
(fonte repubblica)

La fine della Rete?

Ottobre 20, 2007

Sta facendo il giro della rete la notizia di un disegno di legge che potrebbe incidere negativamente sulla libertà di espressione on line. Secondo quanto riferito da vari blog tra cui quello di Beppe Grillo, ci sarebbe un disegno di legge sull’editoria che prevede l’iscrizione ad un registro per poter aprire un blog. Il rischio che molti segnalano, quindi, sembra fondato.
Per ora occorre tenere alta la guardia durante l’iter parlamentare.

E’ Veltroni il segretario del neonato Partito Democratico

Ottobre 15, 2007

3,3 milioni di elettori e una proiezione del 75,7% di consensi. Questi i numeri che hanno portato Walter Veltroni a diventare segratario del neonato Partito Democratico. Era scontata la vittoria di Veltroni. Ma non la forza dei numeri dai quali il primo segretario del Partito Democratico avrebbe potuto partire per realizzare “la nuova stagione”. E i dati gli danno ragione e l’investitura necassaria per annunciare un “cambiamento radicale della politica italiana”. . E’ bene precisare che il Partito democratico non nasce da una frattura sociale, o da un bisogno della società civile ma in sostanza da un accordo fra partiti. Essendo Ds e Margherita i maggiori partiti della sinistra italiana, questo accordo potrebbe anche sembrare un’ottima operazione politica per diventare il primo partito italiano. I numeri ci sono. E diciamocelo anche le ambizioni.
L’obiettivo principale, infatti, non sono solo i programmi ma anche i consensi: “Già oggi – sostiene lo stesso Veltroni – siamo il primo partito ma dobbiamo andare ancora più avanti perché tanta gente guarda a noi per sbloccare il Paese”. Unire i post comunisti e i cattolici democratici resta però davvero arduo….


Chiarezza sul Caso De Magistris

Ottobre 6, 2007

Ieri sera nel programma settimanale di Michele Santoro “Anno Zero” in onda su Raidue si è discusso del caso De Magistris. Devo dire che la questione è stata affrontata nel migliore dei modi con toni pacati e senso di responsabilità. In effetti la decisione del Ministro della Giustizia dell’attuale governo Clemente Mastella di chiedere al Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento del Sostituto Procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris ha provocato una vera e propria sollevazione popolare con migliaia di persone che protestano. Si tratta come sostenuto dal Sottosegretario alla Giustizia Scotti di un provvedimento che presenta fondati motivi ma nonostante questo occorre vigilare. E questo perché c’è il rischio che l’operato del giovane magistrato possa aver intaccato qualcosa di molto sensibile agli interessi di qualche funzionario dello Stato.
Questo spiega a mio avviso le proteste di molti cittadini, in particolar modo del Meridione. Il Mezzogiorno d’Italia ha bisogno di uno Stato presente e vigile sul territorio per poter uscire dal suo stato di degrado istituzionale e sociale.
Occorre, quindi, mobilitarsi e vigilare affinché l’8 ottobre quando il CSM si pronuncerà sul trasferimento di De Magistris, si faccia luce chiara sulla vicenda. Firma la Petizione


Internet: un luogo di confronto democratico

Ottobre 3, 2007

“Dopo il caso Grillo, internet sotto accusa: è davvero un luogo di confronto democratico o può diventare un ”grande fratello”, più persuasivo, populista e pericoloso della televisione?”
A chiederselo è il settimanale l’Espresso di questa settimana. L’argomento, devo dirlo, è davvero stuzzicante e di grande attualità.
Per questo mi è sembrato opportuno prendere spunto da questo articolo per dire la mia.
Come ormai tutti sanno il noto comico genovese Beppe Grillo dalle pagine del suo blog ha lanciato nei mesi scorsi una singolare quanto provocatoria e fondata iniziativa: Il V-Day o giornata di partecipazione popolare. L’iniziativa si è svolta poche settimane fa, l’8 settembre, in numerose piazze d’Italia. Obiettivo principale era la raccolta di firme per presentare in Parlamento una legge di iniziativa popolare composta da tre semplici punti: l’esclusione dal Parlamento dei parlamentari condannati, la preferenza diretta dei candidati votati dai cittadini e un limite di due mandati. In poche ore sono state raccolte oltre 300mila firme. Un successo inaspettato e clamoroso nelle proporzioni tanto da stupire anche lo stesso Grillo che si è detto compiaciuto di quanto sia ormai vivo il risentimento di tanti italiani nei confronti della propria classe politica.
Un fulmine a ciel sereno, insomma, che ha colto alla sprovvista la classe politica che sta cercando di reagire in tutti i modi. Durissime le critiche e le reazioni da entrambi i schieramenti anche se bisogna dirlo sia alla Camera che al Senato il movimento neonato vanta già numerosi e disparati sostenitori: da Di Pietro a Pecoraro Scanio. Insomma, il polverone si è alzato ma l’Italia ha realmente voglia di voltare pagina?Io credo proprio di si, pur essendo perfettamente conscio che si tratti pur sempre di un’iniziativa molto colorita promossa e voluta da un comico. Intendiamoci più che la forma a me qui interessa la sostanza. E la sostanza è che si è trattato di un importante occasione di partecipazione popolare proveniente da un mondo, quello della rete, che purtroppo alla maggior parte dei politici è assolutamente estraneo. Accusare Grillo per tutto ciò che sostiene e per il modo in cui lo fa è fuorviante. E pur sempre un comico. Lui si è soltanto fatto vettore di un malcontento dilagante che non solo non delegittima le istituzioni in quanto tali (ne chiede solo una rinfrescata) ma che riesce anche ad esprimersi in maniera davvero democratica solo sul web. Il nocciolo, quindi è un altro. In un epoca in cui la vie della comunicazione si sono moltiplicate è del tutto naturale che internet possa divenire un importante luogo di confronto democratico e di dibattito costruttivo. Il pericolo di una deriva populista e qualunquista per tutto ciò che si dice in rete comunque rimane. Ma tant’è. Meglio un po’ di sano e saltuario qualunquismo che un continuo ruffianare televisivo in diretta e sulla carta stampata.

I Giovani e la Politica

Ottobre 2, 2007

Volevo iniziare i miei interventi su questo blog con quanto scritto nel luglio scorso circa il rapporto tra noi giovani e la politica sul blog di robertoscurto. Credo che queste mie riflessioni al riguardo siano state incredibilmente anticipatrici di un malcontento ormai dilagante nei confronti della politica attuale. Ecco quanto scritto:

“E’ in atto una crisi della credibilità della politica che tornerà a travolgere il Paese con sentimenti come quelli che negli anni ’90 segnarono la fine della prima Repubblica”(Massimo D’Alema)

E’ un grido d’allarme o l’ammissione seppur indiretta degli errori commessi negli ultimi anni dalla politica italiana nel suo complesso? Io credo fortemente nella seconda ipotesi. Questo perché per un giovane come me studente di Scienze Politiche risulta oggi giorno davvero difficile rispecchiarsi o quanto meno orientarsi nei confronti della classe politica attuale che è sempre più lontana dalla vita e dalle esigenze dei cittadini in particolare dei giovani. Le stagioni di forte slancio ideologico, di forte passione politica dei decenni scorsi che hanno coinvolto intere generazioni di giovani e che hanno avuto tra l’altro code anche assai violente (purtroppo), sembrano davvero essere finite.Oggi giorno, infatti, la realtà è completamente diversa: i giovani sono sempre più disorientati, confusi, non credono più nella politica e a chi appartiene a questo mondo, i politici, che dovrebbero invece rappresentarli ed essere un punto di riferimento civile per loro.Ormai da troppo tempo trasmissioni televisive, giornali, libri, inchieste, blogs hanno denunciato e continuano a farlo gli assurdi ed esagerati privilegi che la nostra classe politica si riserva ogni volta che inizia una nuova legislatura. Per non parlare, poi dei costi, degli sprechi e delle spese esorbitanti di cui le nostre care istituzioni si fanno volentieri carico; basti pensare alle enormi spese per le cosiddette auto blu, che tra l’altro ad eccezione di quelle del Capo dello Stato non sono neppure di marchio italiano, allo spreco delle Regioni, dei Municipi e a tutti quei diritti, quelle convenzioni che spettano ai nostri parlamentari e che si risolvono in veri e propri privilegi.Emblematico è il diritto alla pensione ai parlamentari dopo soli due anni e mezzo dall’inizio della legislatura: un diritto o meglio un privilegio inspiegabile contro cui davvero è difficile non schierarsi.Insomma una crisi profonda quella del mondo politico che disorienta, che confonda ed allontana noi giovani da ciò che invece dovrebbe riguardare noi stessi ed il nostro futuro. Disorientamento politico: questo è il rischio odierno.